giovedì , 29 Settembre 2022

GIORNALI E TV REGIONALI

Intercomunione delle famiglie, responsabili Luisa e Emanuele Bocchi

Intercomunione delle famiglie, responsabili Luisa e Emanuele Bocchi

Luisa, 53 anni e Emanuele, 55 anni sono sposati da 18 anni, e hanno due figlie.

 

Tre parole chiave del vostro mandato…

La risposta a questa domanda pensiamo stia nella Parola donata al consiglio coordinativo, formato dai coniugi Valeria e Gianluca Rocchetti, Daniela e David Pupeschi e noi, in occasione del Nazionale dell’anno scorso (2021): “Ti renderò pronto all’azione”

Isaia 45,5

Di cosa si occupa la vostra associazione?

L’Intercomunione delle Famiglie, o delle chiese domestiche, nasce dall’esperienza che molte coppie di fidanzati e di sposi hanno fatto seguendo i corsi e gli insegnamenti di p. Raimondo Bardelli (padre cappuccino della provincia emiliana, morto nel 2008).

Attraverso questi incontri si è avuta una presa di coscienza della chiamata all’amore dell’essere umano che trova la sua massima manifestazione nella vita coniugale. In particolare si è svelata in tutta la sua concretezza e bellezza la verità sul sacramento del matrimonio già contenuta nei documenti del magistero della Chiesa ed in specie negli insegnamenti di Giovanni Paolo II. Grande impatto ha avuto per noi lo scoprire come alla base di questo sacramento ci sia la realtà dell’amore naturale che mai come ora necessita di essere ben conosciuta, rivalutata e vissuta ecologicamente, in quella unità tra cuore e corpo che si esprime sommamente nell’intimità coniugale.

Da questa esperienza e sotto la spinta dello stesso p. Raimondo, sono sorti gruppi di famiglie in varie regioni del centro e nord Italia accomunate dal vivo desiderio di vivere, approfondire e condividere la verità della propria vocazione.

L’opera di p. Raimondo ora continua attraverso l’organizzazione di corsi e ritiri per giovani, fidanzati e sposi, finalizzati soprattutto all’educazione all’amore umano e alla riscoperta del matrimonio naturale e sacramentale.

Quali sono le necessità delle famiglie oggi in base alla vostra esperienza?

Il cammino dell’Inercomunione delle Famiglie si propone di aiutare le coppie di sposi in alcuni aspetti fondamentali della relazione di coppia: nella capacità di condivisione reciproca, in particolare nella propria intimità fisica, nello stabilire legami di amicizia, di comunione e sostegno reciproco tra le varie famiglie, nell’educazione cristiana dei propri figli.

Come collaborare con le altre associazioni?

Intercomunione delle Famiglie ha un proprio carisma che naturalmente intercetta le necessità e le opportunità di collaborazione con altre realtà, che hanno a cuore le coppie di sposi e loro famiglie.

Le relazioni tra le associazioni come le quelle tra le famiglie fanno e sempre più dovranno fare Rete.

Alessandra e Roberto Mura con don Roberto Atzori, Responsabili Italia Associazione Apostolato per la famiglia

Alessandra e Roberto Mura con don Roberto Atzori, Responsabili Italia Associazione Apostolato per la famiglia

L’Associazione si riconosce come filiazione civile dell’esperienza ecclesiale denominata “Incontro Matrimoniale” che aderisce al movimento internazionale “Worldwide Marriage Encounter” – Incontro Matrimoniale – che dal 1978 è l’espressione italiana di World Wide Marriage Encounter (WWME) che promuove nel mondo, attraverso un Weekend, un metodo per migliorare il dialogo in coppia e, per sacerdoti e religiosi/e, per confrontarsi con la propria Comunità di riferimento.

L’organo amministrativo è composto da tre persone, Presidente, Roberto Mura Vicepresidente Roberto Atzori Consigliere Alessandra Pia.

 

 

Roberto e Alessandra: siamo sposati da settembre 2003, abbiamo un figlio di quindici anni, siamo in Incontro Matrimoniale da marzo 2006, mentre Don Roberto Atzori è sacerdote da ottobre 1982, è in Incontro Matrimoniale dal 1994, attualmente regge la parrocchia San Giuseppe Cagliari -Pirri dal 2005 di circa tredicimila persone. Siamo stati eletti a settembre del 2020, la nostra carica ha durata triennale.

Tre parole chiave del vostro mandato…

Servire, Amare, Donare

GV 13, 14 “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.” Attraverso il nostro servizio vogliamo metterci ai piedi della comunità accostandoci e chinandoci per camminare nella relazione, volersi mettere al servizio vuol dire anche rallentare il passo, accostarsi, chinarsi per alleviare le sofferenze sottomettendosi nel cammino. L’umiltà è il presupposto per una buona relazione con Lui, con noi stessi e con gli altri, da essa può nascere l’accoglienza il rispetto degli altri e l’amore.

Di cosa si occupa la vostra associazione?

Seguendo le finalità dell’Associazione, sono stati proposti percorsi di formazione alla comunicazione e alla relazione interpersonale, per sposi, sacerdoti e religiosi/e, famiglie, fidanzati, giovani e single (comprendono divorziati separati, vedovi o single per scelta), formazione che promuove la crescita personale e l’educazione affettiva e relazionale.

Vengono affrontate tematiche incentrare sulla consapevolezza di sé, sulla capacità di dialogo, sul superamento delle situazioni conflittuali, sul rafforzamento dei vincoli affettivi, sul superamento dei condizionamenti imposti da una società in rapida trasformazione. Le attività hanno compreso, in modo prevalente, incontri di fine settimana che si sono svolti in strutture di accoglienza, differenziati a seconda della tipologia dei partecipanti.

Quali sono le difficoltà che riscontrate oggi nel preparare le coppie al matrimonio?
Molto spesso le coppie di fidanzati, si rivolgono all’associazione in prossimità del matrimonio, a scapito di un cammino che possa mettere le basi per un futuro più stabile e duraturo. Le difficoltà oggettive maggiori sono principalmente legate alla società attuale, dove si privilegiano i modelli d’individualismo che mettono in continua competizione l’uno con l’altro, creando una frenetica corsa verso un tenore di vita migliore o il voler evitare di affrontare le sfide quotidiane, mettendo in secondo piano la cura della relazione di coppia.

Come collaborare con le altre associazioni?

Per noi è importante mettere in condivisione le relative specificità di ogni associazione, questo per dare la possibilità di poter avere un punto di riferimento, qualora la propria associazione di appartenenza non si occupi di determinati aspetti o settori di cui si può aver bisogno.

Intervista a Giampiero Redaelli, Presidente FISM

Intervista a Giampiero Redaelli, Presidente FISM

Giampiero Redaelli è il nuovo presidente della Federazione italiana scuole materne (Fism). Lecchese, 64 anni, già segretario nazionale aggiunto della Federazione dal gennaio 2020 e da cinque anni presidente Fism Lombardia, è stato eletto l’11 settembre durante l’assemblea congressuale.

Radaelli ha avviato la sua prima esperienza in una scuola materna lecchese assumendo la carica di presidente. Dal 1994 al 1999 è stato presidente dell’Associazione scuole infanzia non statali di Lecco. Nel 1999, insieme ad altri presidenti, ha costituito la Fism provinciale di Lecco di cui tuttora è il presidente. È stato nominato vicepresidente della Fondazione Fism e nel 2019 nuovamente è stato eletto componente della segreteria nazionale.

 

Tre parole chiave del tuo mandato…

Corresponsabilità, solidarietà, patto educativo globale che inizia proprio nella scuola dell’infanzia

 

Come si traduce oggi il vostro slogan “Prima i bambini”?  

Si traduce nel prestare particolare attenzione a tutti gli aspetti che riguardano la crescita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini dal punto di vista educativo, pedagogico e sociale e da un supporto alla scuola dal punto di vista gestionale, formativo e in-formativo

 

Come favorire l’inclusione dei bambini fin dalla materna? 

La scuola dell’infanzia è il primo segmento del cammino educativo e formativo di ciascun bambino. Di primaria importanza lo sviluppo delle capacità cognitive e relazionali che trovano nella scuola dell’infanzia e nei servizi educativi uno spazio adeguato per l’apprendimento ed anche per la conoscenza di sé e di consapevolezza dell’altro. Insieme è possibile!

Come rafforzare l’interlocuzione con le Istituzioni per sostenere le famiglie? 

Le Istituzioni a tutti i livelli devono prendere atto, in modo definitivo, che il servizio pubblico rivolto dalle scuole dell’infanzia paritarie, unitamente a quelle statali, concorrono in egual misura alla crescita integrale dei bambini. Quindi, parità di trattamento per le famiglie deve essere la priorità di tutti. Un aiuto strategico e concreto l’applicazione della legge 32/2022 con i conseguenti decreti attuativi.

COMUNICATI STAMPA

Agosto, 2022

  • 4 Agosto

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Luglio, 2022

  • 26 Luglio

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  • 19 Luglio

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