lunedì , 10 dicembre 2018
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LE RICHIESTE

 

 

 

 

 

AI GENITORI, ai nonni e agli altri parenti

Trascorrete più tempo con i vostri bambini… e impegnatevi a migliorare anche la qualità della relazione con loro, accrescendo la vostra consapevolezza educativa e rafforzando le vostre competenze affettive.

Decenni di esperienze mostrano che il primo ingrediente

nell’educazione familiare è il tempo che i genitori trascorrono con i loro figli.

Tempo che diventa “di qualità” allorquando essi si impegnano

nel confronto con altri genitori e con esperti, nella lettura di libri sull’educazione

dei bambini, nella partecipazione a seminari o a corsi sulle relazioni familiari.

 

AI DATORI DI LAVORO privati e pubblici:

Adottate misure di conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli della vita familiare! Con il benessere dei loro figli, crescerà la serenità dei vostri dipendenti… ed anche la loro produttività.

Numerose ricerche mostrano che le aziende  che attivano misure e servizi di conciliazione

tra lavoro e famiglia  – quali asili nido aziendali, flessibilità oraria, etc. –

migliorano la qualità del legame con i propri dipendenti, con una positiva ricaduta sulla produttività[1]

 

ALLE SCUOLE di ogni ordine e grado:

Investite nel favorire l’alleanza scuola-famiglia e nell’animare e sostenere la relazione educativa e affettiva tra i vostri alunni e i loro genitori… migliorerà la qualità della loro vita attuale e futura ed anche l’attività scolastica ne avrà beneficio.

Numerose e feconde sono le esperienze di “scuole per genitori” organizzate dagli istituti scolastici. I migliori risultati emergono in quei percorsi nei quali alcuni insegnanti assumono l’impegno di fare da “animatori di educazione familiare”. Preziose anche le esperienze di rafforzamento dell’alleanza scuola-famiglia, come il progetto Immischiati a Scuola che forma e sostiene i genitori impegnati negli organi democratici della scuola. 

 

ALLE ISTITUZIONI SOCIO-SANITARIE locali e regionali

Assicurate servizi ed interventi di sostegno alla genitorialità mediante azioni di promozione del benessere familiare, di supporto e prevenzione delle situazioni di disagio.

Solo dal benessere delle relazioni, e di quelle familiari in particolare,

può derivare un pieno benessere delle persone (…)

A più di trent’anni dalla loro istituzione, l’organizzazione

e le attività dei Consultori Familiari Pubblici necessitano

di una profonda rivisitazione della loro filosofia di servizio alla

famiglia e di un rilancio e potenziamento complessivi

(Piano Nazionale per la Famiglia, DPCM 7.6.2012)

 

 

 

[1] (Fonte: Provincia Autonoma di Trento – www.familyaudit.org).