mercoledì , 18 settembre 2019
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“I giovani hanno ancora dei sogni”. Francesco Di Costanzo su GENERARE FUTURO

Volge al termine  GENERARE FUTURO, il progetto a sostegno del lavoro giovanile promosso dal Forum Nazionale delle Associazioni Familiari e condotto a Napoli dal Forum Provinciale. Sono stati coinvolti 400 giovani, reclutati tra tre target diversi, che hanno vissuto un’esperienza di tre mesi particolarmente intensa, scandita dalle fasi di orientamento, bilancio di competenze, acquisizione di strumenti finanziari finalizzati all’autoimprenditorialità e di laboratori pratici dedicati alle arti e mestieri della tradizione napoletana. E’ tempo di tracciare un primo bilancio e lo facciamo con Francesco Di Costanzo, sociologo e docente, che in qualità di tutor e di orientatore ha accompagnato i giovani partecipanti lungo tutto il percorso. Di Costanzo fa parte della Comunità Ecclesia, una delle Associazioni più attive e vitali del Forum Provinciale.

Giovani disoccupati, studenti dell’ultimo anno degli istituti professionali, donne ed extracomunitari. Questi i destinatari raggiunti da GENERARE FUTURO NAPOLI. Quali sono stati per ciascuno i punti di debolezza che si è cercato di rinforzare con i laboratori di orientamento e quali le risorse sostanzialmente emerse dal bilancio di competenze?

«È proprio vero che si impara facendo. Durante i laboratori di orientamento, i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi concretamente con i maestri e le loro attività artistiche. Ciò ha suscitato in loro diverse riflessioni sulla conoscenza delle proprie capacità: cosa so fare? Ed è stata propria questa domanda che ha portato alcuni di loro ad individuare i propri punti di debolezza per un miglioramento attraverso il percorso laboratoriale. Per quanto riguarda il bilancio delle competenze, quasi tutti, nel redigere i vari modelli, hanno manifestato attitudini tecniche-organizzative e buona capacità di cooperazione».

Qual è stata a suo giudizio la risposta dei partecipanti rispetto al laboratorio dedicato alle opportunità di autoimprenditorialità?

«Certamente i nostri giovani hanno dei sogni. Ciò è emerso dai colloqui che abbiamo fatto durante la parte teorica del progetto. Ma l’autoimprenditorialità, anche se sognata, rimane comunque un’utopia perché i giovani non si sentono abbastanza sostenuti dalle istituzioni preposte»

E rispetto ai laboratori pratici eseguiti presso gli stakeholder?

«Durante i laboratori hanno mostrato grande interesse e curiosità per quanto riguarda il processo produttivo, conoscenza delle attrezzature tradizionali e quelle innovative. Molto interessati nel chiedere ai responsabili delle attività circa la possibilità di inserimento lavorativo».

Il progetto GENERARE FUTURO NAPOLI si conclude con due risultati importanti, scaturiti spontaneamente durante il percorso progettuale: la borsa di studio offerta dall’Antica Pizzeria “Da Michele” In The World e il concorso della Maison E.Marinella. Secondo Lei questa può essere considerata la prova che quando convergono tra loro sinergie tra realtà imprenditoriali e associative anche a Napoli si può intervenire positivamente sul tessuto sociale e culturale e comunque dare spessore alla speranza di cui ha sete questa città?

«Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Napoli, in questi anni, si è sempre impegnato a costruire reti con tante realtà, sia imprenditoriali che associative. Grazie al lavoro costante e paziente del Dott. Oreste Ciampa e della Dott.ssa Maria Pia Condurro, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Forum, si è realizzata una sinergia matura per vari interventi nel tessuto sociale e culturale della nostra bella Napoli. Le borse di studio “sono” la prova di una maturità e grande visione che Michele In The World e il concorso della Maison E. Marinella hanno mostrato, e di ciò che noi definiamo speranza per il futuro. Concludo con un doveroso ringraziamento al Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Napoli, al Cardinale Sepe, a Mons. Mario Cinti, Vicario per il Laicato, alle Acli che sono state partner del progetto, e a tutti quelli che ci hanno creduto e continueranno a crederci mettendo in atto nuove e positive iniziative ricordando che, tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il cominciare».