giovedì , 23 maggio 2019
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Il Movimento per la Vita della Campania: le criticità della nuova legge sul fine-vita

Dopo la recente approvazione della legge sul fine vita, si leva la voce di quanti hanno a cuore la tutela della vita come dono prezioso e il rispetto della dignità della persona nella sua integrità. Il Movimento per la Vita della Campania è stato tra le prime organizzazioni a prendere una posizione esplicita come si legge in questa nota che riportiamo di seguito.

“Il Movimento per la Vita della Campania manifesta la propria contrarietà per l’approvazione della legge sul “Fine-Vita” nella formulazione votata al Senato. Infatti sussiste il rammarico di non aver introdotto almeno alcuni dei correttivi che pure erano stati proposti per superare contraddizioni ideologiche e burocratiche presenti nel testo. Si tratta cioè di constatare che la legge non chiarisce la differenza tra la idratazione assistita e le terapie terminali, consentendo così di negare perfino l’acqua ai malati. Un altro punto nodale riguarda poi l’obbligo che la legge intima ai Medici di eseguire pedissequamente le volontà espresse dal paziente anche molti anni prima del coma, trascurando gli avanzamenti della Scienza sulle terapie possibili e sulle prospettive di guarigione. Addirittura la legge attuale impone anche agli Ospedali religiosi l’applicazione di atti che possono portare alla morte del paziente in aperto contrasto con l’ispirazione cristiana del luogo di cura. In particolare, il giudizio negativo emerge anche per la possibile deriva verso l’eutanasia legalizzata.

Ulteriori criticità sono costituite dalla mancanza di una precisazione dei luoghi in cui custodire i Biotestamenti, con la prevedibile impossibilità di reperirli nel momento della necessità. Alla luce di tali considerazioni appare pertanto verosimile che si scateneranno questioni giudiziarie e successive auspicabili modifiche ed integrazioni già dalle prime applicazioni della Legge”.