giovedì , 22 Ottobre 2026

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Dati Istat, Bordignon (presidente Forum Nazionale Associazioni Familiari): “La denatalità non è un destino inevitabile, servono politiche strutturali per sostenere le famiglie”

Dati Istat, Bordignon (presidente Forum Nazionale Associazioni Familiari): “La denatalità non è un destino inevitabile, servono politiche strutturali per sostenere le famiglie”

“I dati Istat sulla natalità ci consegnano un quadro che non possiamo limitarci a registrare: nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto al 2024, con circa 14mila nascite in meno. Ma il dato che più deve farci riflettere è l’andamento della fecondità: il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, un nuovo minimo storico, rispetto all’1,35 del 2015 e all’1,25 del 2021. In dieci anni siamo passati da 1,35 a 1,14 figli per donna: una contrazione che evidenzia quanto sia diventato difficile, per tante persone e coppie, realizzare il proprio progetto familiare.
La denatalità, inoltre, non colpisce tutti i territori allo stesso modo. Il Centro registra la fecondità più bassa tra le grandi ripartizioni geografiche, con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16. Tra le regioni, la Sardegna si conferma la situazione più critica, con appena 0,85 figli per donna, mentre la Provincia autonoma di Bolzano registra il valore più elevato, pari a 1,54. Seguono la Provincia autonoma di Trento, con 1,24, e Sicilia e Campania, entrambe con 1,22. Particolarmente significativa è anche la diminuzione dei primi figli (-5,3%) e dei secondi figli (-5,5%) nel Mezzogiorno, più intensa rispetto al Nord e al Centro.
A questi dati si aggiunge il progressivo rinvio della genitorialità: nel 2025 l’età media al parto raggiunge i 32,7 anni e quella al primo figlio arriva per la prima volta a 32 anni. Precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia contribuiscono a rendere più difficile la realizzazione dei progetti familiari.
La risposta non può essere affidata a interventi occasionali: servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo. È prioritario potenziare l’Assegno unico e universale, rafforzare i servizi territoriali e gli asili nido, migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia attraverso congedi familiari adeguati e sostenere le giovani coppie nell’accesso al lavoro stabile e alla casa.
Dobbiamo investire sulle famiglie con una visione di medio e lungo periodo, garantendo misure coerenti, risorse certe e continuità. Le scelte di avere un figlio non maturano in pochi mesi e non possono essere sostenute da interventi limitati a un singolo anno.
Come Forum Nazionale delle Associazioni Familiari crediamo che sia necessario passare dalla consapevolezza della crisi demografica a un impegno concreto e condiviso. Sostenere le famiglie significa rendere possibile la libertà di generare futuro: non imporre scelte, ma creare le condizioni perché il desiderio di avere figli non debba essere sacrificato a causa delle difficoltà economiche, lavorative e abitative”. Lo ha dichiarato *Adriano Bordignon*, Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, in merito ai dati Istat sulla denatalità.

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Clausola NEC, Bordignon (Forum Famiglie): “Investire sulle famiglie è una scelta strategica, servono decisioni concrete e più flessibilità dall’UE”

Clausola NEC, Bordignon (Forum Famiglie): “Investire sulle famiglie è una scelta strategica, servono decisioni concrete e più flessibilità dall’UE”

“Condividiamo le parole del ministro Giorgetti, che in audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) ha auspicato di poter utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia (Nec) anche per andare incontro alle famiglie colpite dallo shock energetico, giudicando una scelta sbagliata chiedere loro di sopportare il peso del caro energia. Sosteniamo il suo impegno nella trattativa in corso con la Commissione europea e ci auguriamo che porti a un risultato concreto. La sensazione è che tutti siano ormai consapevoli della portata della sfida demografica e delle complessità economiche e organizzative che le famiglie stanno affrontando. Crediamo che all’Europa manchi ancora il coraggio di compiere scelte davvero incisive per offrire agli Stati strumenti adeguati per affrontare il nodo epocale dello squilibrio demografico. C’è un’ampia convergenza sulla necessità di affrontare questo tema su cui siamo già in profondo ritardo: nella politica come tra gli amministratori dei territori e nel mondo del lavoro, della sanità, della previdenza e della finanza. Ora ci aspettiamo che a questa consapevolezza seguano decisioni concrete, strutturali e continentali, senza cedere al fatalismo di fronte a una curva demografica che assomiglia sempre più a un precipizio”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, commentando le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla possibilità di estendere la flessibilità europea anche alle misure a sostegno delle famiglie.

“Per questo – ha sottolineato Bordignon – accanto al sostegno immediato alle famiglie, torniamo a chiedere all’Unione europea ciò che il Forum ha già sollecitato in più occasioni: una maggiore flessibilità per gli Stati rispetto a quella attuale e l’affermazione di un principio chiaro, per cui le politiche familiari e per la natalità non sono un costo ma un investimento. Chiediamo dunque che ricevano un trattamento simile a quello riconosciuto alle politiche per la transizione ecologica e addirittura alle spese militari. Investire sulle famiglie significa sostenere la natalità, rafforzare la coesione sociale e contribuire alla sostenibilità economica, sanitaria e previdenziale. Non è una concessione né una mera spesa assistenziale, ma una scelta strategica di politica economica, decisiva per il futuro del lavoro, la crescita del Pil e la tenuta dei sistemi di welfare. Servono misure mirate e strutturali, non interventi a pioggia. La sfida demografica – ha concluso Bordignon – non può più essere rinviata: servono risorse, azione sistemica, visione di lungo periodo e volontà politica per trasformare le parole in misure concrete”.

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Bollo auto, Bordignon (Forum Famiglie): “Bene l’esenzione, ma la soglia di potenza penalizza le famiglie con più figli”

Bollo auto, Bordignon (Forum Famiglie): “Bene l’esenzione, ma la soglia di potenza penalizza le famiglie con più figli”

“Accogliamo con favore ogni misura che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie italiane, alle prese con un caro-vita che non accenna a fermarsi. L’esenzione dal bollo auto per il 2027, prevista dalla bozza di decreto legge, va nella direzione giusta, ma così come disegnata rischia di lasciare indietro proprio i nuclei più numerosi.
Il limite di un solo veicolo per famiglia non tiene conto di una realtà evidente: le famiglie con più figli hanno spesso bisogno di più di un’auto per conciliare lavoro, scuola, sport e attività dei figli. Chiediamo che nel passaggio parlamentare si introduca una modulazione legata al numero dei componenti del nucleo familiare, così da rendere il beneficio proporzionato ai carichi familiari reali e non il solito provvedimento cieco al tema della natalità e nel quale è irrilevante la composizione della famiglia.
C’è poi un aspetto che rischia di passare inosservato ma che riguarda da vicino le famiglie numerose: il limite di potenza fissato a 80 kW (circa 109 CV) esclude di fatto molti dei monovolumi a 7 posti, cioè proprio i veicoli che una famiglia con tre, quattro o più figli è spesso costretta a scegliere per ragioni di spazio — seggiolini, passeggini, bagagli per le vacanze. Non stiamo parlando sempre di auto di lusso o sportive, ma di normali vetture familiari con motorizzazioni diesel o benzina che, per esigenze di capienza, superano quasi sempre quella soglia. Il risultato paradossale è che l’esenzione premia chi possiede un’utilitaria per uso singolo o di coppia, e penalizza chi ha fatto la scelta, sempre più coraggiosa in Italia, di avere una famiglia numerosa.
Continuiamo a ribadire che le misure più efficaci per sostenere la natalità e le famiglie non sono quelle spot, ma quelle strutturali e capaci di riconoscere il valore sociale ed economico dei figli: fisco a misura di famiglia, quoziente familiare, politiche abitative e di conciliazione vita-lavoro. Chiediamo che in sede di conversione del decreto si correggano questi due aspetti — il vincolo del veicolo unico e la soglia di potenza — tenendo conto del numero di componenti del nucleo familiare. Su questi fronti attendiamo ancora risposte concrete dal Governo.”
Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari

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